Quando si parla di tasse

Praticabile o ancora immaginaria, il fatto che la riduzione del carico fiscale sul lavoro e sui redditi sia entrata nel discorso pubblico di fine legislatura va in ogni caso salutato con favore. E’ verosimile che Palazzo Chigi non si limiterà alla proroga della sospensione delle tasse nelle aree del centro-nord colpite dal recente terremoto (fino al 30 novembre prossimo). Atto obbligato, fintantoché possibile, di fronte al quale l’esecutivo non poteva piegarsi alle regole impersonali dei tagli alla spesa pubblica.
24 AGO 20
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Praticabile o ancora immaginaria, il fatto che la riduzione del carico fiscale sul lavoro e sui redditi sia entrata nel discorso pubblico di fine legislatura va in ogni caso salutato con favore. E’ verosimile che Palazzo Chigi non si limiterà alla proroga della sospensione delle tasse nelle aree del centro-nord colpite dal recente terremoto (fino al 30 novembre prossimo). Atto obbligato, fintantoché possibile, di fronte al quale l’esecutivo non poteva piegarsi alle regole impersonali dei tagli alla spesa pubblica.
Dal lunghissimo Consiglio dei ministri di ieri (circa nove ore) è lecito cogliere altri segnali, peraltro già preannunciati da alcuni ministri. Il titolare del Lavoro, Elsa Fornero, e il suo collega allo Sviluppo, Corrado Passera, stanno cercando di stornare dal governo (e da se stessi) il marchio dei tassatori implacabili per conto di Berlino. Al piano per la crescita illustrato da Passera – fino all’altroieri, salvo colpi di scena, una nebulosa di micro interventi destinati nelle premesse a rendere più dinamico il paesaggio macroeconomico nazionale – si sta accompagnando l’impegno a incoraggiare le imprese con provvedimenti specifici (tendenza cuneo fiscale) finalizzati a ossigenare la produzione industriale e a incrementare la circolazione di denaro in un sistema altrimenti ingessato dalle ristrettezze del credito bancario e dalla tendenza (comprensibile) al risparmio cautelativo. Se pure in forma embrionale, sta prendendo corpo una linea d’indirizzo interessante. Dal governo, inevitabilmente, giungono considerazioni intonate alla difesa di una collegialità d’intenti e di metodo: “C’è stata condivisione su provvedimenti che servono per la crescita e la discussione, molto interessante, è stata molto articolata. Si tratta di un fatto molto importante”.
Non è difficile tuttavia, tenendo conto delle resistenze che il ministro del Tesoro Vittorio Grilli ha opposto a Fornero e Passera, cogliere la riproposizione di uno schema già visto nel precedente esecutivo (Tremonti contro tutti, grosso modo). Sebbene il quadro di riferimento sia quasi completamente diverso (adesso è con l’Europa e i suoi azionisti forti che si negoziano le riforme strutturali), chi abbia fatto in passato dell’alleggerimento fiscale l’architrave del proprio programma di rinnovamento potrebbe oggi inserirsi nella dialettica intragovernativa trovando alleati autorevoli, se non addirittura compagni di strada per la campagna elettorale alle porte. Chissà se il Cav. ci sta pensando su.